Era il 1977 quando l’oceanografo
Charles Moore navigando con il suo catamarano in una zona dell’oceano Pacifico
si accorse della presenza di vari oggetti di plastica sempre più densi, fino a
formare un immenso ammasso via via più compatto che formava un’isola di
plastica. Iniziò così la scoperta del Great Pacific Garbage Path,
situato tra la California e il Giappone, difficilmente visibile dai satelliti
perché galleggiante subito sotto il pelo dell’acqua.
Ma che cos’è la plastica e perché l’uso
di questo materiale si è così diffuso sul Pianeta andando a modificare gli
equilibri ambientali? A queste ed altre domande hanno cercato di rispondere gli
alunni della classe 2H elaborando, durante le ore di Tecnologia, dei manifesti il cui compito è proprio quello
di indagare le origini del materiale, la sua evoluzione, i pregi e i difetti in
merito allo sviluppo sostenibile.
Dopo molte ricerche, i vari gruppi si sono
imbattuti in un nuovo termine “plasticene”, ossia l’epoca in cui la plastica è
diventata una delle principali minacce per la sopravvivenza della flora e della
fauna del pianeta.
Il monito dei nostri alunni è quello
di intervenire subito, limitando l’uso delle plastiche tradizionali e favorendo
lo sviluppo delle bioplastiche in più settori industriali e, soprattutto,
quello di fare una buona raccolta differenziata per favorire il riciclo delle
plastiche.
Si è da poco
conclusa la 26° Conferenza delle Parti (Cop26 di Glasgow) delle Nazioni Unite
sui cambiamenti climatici e, malgrado l’intesa raggiunta da alcuni Paesi, si è
arrivati ad un compromesso che non elimina l’utilizzo dei combustibili fossili,
bensì si prevede una progressiva riduzione dell’utilizzo del carbone,
principale fonte energetica responsabile dell’emissione di tonnellate di gas ad
effetto serra. Parallelamente al dibattito internazionale, i nostri alunni
delle classi terze si sono cimentati nell’analisi delle conseguenze derivanti
dall’utilizzo dei combustibili fossili, ricercando alcune possibili soluzioni
per una proposta di un nuovo Piano energetico sostenibile. Organizzati in
piccoli gruppi, i nostri studenti hanno iniziato a ricercare le informazioni
utili partendo dalla lettura di riviste scientifiche, libro di testo e articoli
di giornale, successivamente hanno sintetizzato i contenuti esplorati
rappresentandoli in forma grafica su un manifesto da presentare alla classe.
Gruppo di 3E
Il grido di allarme che arriva dai nostri giovani si
basa su dati scientifici, in particolare su quelli dell’International Panel
on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite che prevede quali
conseguenze dovremmo aspettarci se mantenessimo l’aumento del riscaldamento
globale sotto gli 1,5 °C.
In sintesi, i gruppi di lavoro hanno stilato sette
prove d’accusa contro l’uomo, quale responsabile dei cambiamenti
climatici e, in diverse discussioni alla classe, hanno concluso che la
scienza non è democratica! La velocità della luce non si decide per alzata
di mano. Purtroppo, la rete ha dato la parola a tutti, e alcuni hanno inteso
questa opportunità come un dovere di parlare anche di cose che non conoscono,
illudendosi di capire un argomento dopo un quarto d’ora su Google. Ricordiamoci
che non basta dire il contrario di quello che dicono tutti per essere Galileo.
Bisogna pure avere ragione.
Gruppo di 3F
Le prove contro l’uomo sono le seguenti:
1) aumento della CO2 in atmosfera che
ha un effetto “riscaldante” sul Pianeta, perché trattiene nell’atmosfera i
raggi infrarossi che la Terra riemette quando è colpita dalla radiazione
solare;
2) innalzamento del livello dei mari, che a partire
dal 1880 è salito di circa 30 cm generando fenomeni come maree, tempeste e
uragani;
3) acidificazione degli oceani, per via dello
scioglimento dell’anidride carbonica nell’acqua, portando la modifica degli
habitat degli animali;
4) fusione dei ghiacciai, di cui abbiamo già perso
più di 279 miliardi di tonnellate di ghiaccio l’anno;
5) spostamento di ecosistemi, per via del cambiamento
di temperatura e di conseguenza dell’umidità e del regime pluviometrico;
6) intensificazione dei fenomeni estremi, come
alluvioni, tifoni, uragani;
7) aumento di ondate di calore/freddo, che hanno
portato conseguenze per la salute delle persone, siccità, e migrazioni di
popoli.
Gruppo di 3H
Osservando i vari
manifesti prodotti possiamo enunciare anche le proposte di miglioramento
avanzate dai vari gruppi: dalla cattura di CO2, all’idea di opporre barriere fisiche
per respingere il calore solare in arrivo sulla superficie terrestre, o ancora
dall’energia solare a quella eolica, alla riforestazione delle aree verdi e
tante altre soluzioni.
“Non credi ancora ai cambiamenti climatici?
Allora prova a ripensare all’ultima volta che ha nevicato? in quel momento, pochi parlavano di riscaldamento globale; eppure, tutti vedevano la neve sciogliersi in poche ore, che peraltro era minore rispetto all’anno precedente, ma nessuno si preoccupava. Quello era uno dei tanti segnali, e se continuiamo ad ignorare il problema, non vedremo più la neve e tutto ciò che ci sembrava normale un tempo, come i ghiacciai delle Alpi dai quali si generano i fiumi che irrigano i nostri campi”.
Paolo Gallia, classe 3E
Credete veramente che il mondo non stia
cambiando? Credete ancora che non esistano i cambiamenti climatici? Beh, mi
dispiace che sia io a dirvelo, ma siamo arrivati ad un punto “di non ritorno” e
siamo proprio noi la causa principale di questa situazione. Tutti noi possiamo
fare qualcosa, anche un piccolo gesto, come evitare di prendere spesso l’automobile
a benzina, o lasciare il rubinetto aperto mentre ci spazzoliamo i denti, o ancora,
evitare di sprecare oggetti che si possono riciclare o riutilizzare. Sebbene
questi piccoli gesti possano sembrare insignificante, in realtà tanti piccoli
gesti sommati nella massa possono fare la differenza così, a piccoli tasselli, possiamo
contribuire ad evitare la rovina del nostro Pianeta. Che ne dici di dare il tuo
contributo attraverso l’uso di buone pratiche di uso quotidiano?
In appena settant'anni sono stati fatti passi da gigante
in campi come trasporti, comunicazioni e tecnologia. La popolazione della terra
è quasi triplicata. Tutto ciò ha prodotto cambiamenti economici senza
precedenti.
Per arrivare a questo, però, si è dovuto pagare un
prezzo: il progresso sta mettendo a dura prova i cicli naturali della terra!
Secondo
i geologi, siamo entrati in una nuova era definita Antropocene, termine che
indica l'epocaattuale, nella quale
all'essere umanoe alla sua attività sono
attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e
climatiche. In questa nuova era l’impatto dell’uomo sul pianeta sta diventando
sempre più evidente.
Da molto tempo gli scienziati cercano
disperatamente soluzioni per invertire questa tendenza.
Noi cosa possiamo fare?
La più
grande manifestazione per l'ambiente mai organizzata
Fridays for Future:2500
eventi in 150 nazioni!
Il 27 settembre
2019, in Italia, 160 città hanno fatto sentire i loro cori "green"!
Cos'è il Fridays for future? Com'è nato lo sciopero?
Il Fridays for
future è un grande movimento studentesco, nato in risposta all'attivismo di
Greta Thunberg, una sedicenne svedese che dall'agosto del 2018
ogni venerdì, manifesta davanti al parlamento del suo Paese.
Negli ultimi mesi Greta sta spingendo migliaia di ragazze e ragazzi a
scioperare il venerdì e a riunirsi nelle piazze di tantissime città per chiedere
a gran voce ai governi azioni concrete contro i cambiamenti climatici,
reclamando il diritto al proprio futuro.
Anche Asti
offre il suo contributo
Grande partecipazione della nostra
città al terzo sciopero globale per il futuro organizzato dal movimento Fridays for Future Asti!
La classe 3D durante il corteo in corso Alfieri.
Il movimento Fridays for Future Astigiano è composto
da circa venti studenti delle scuole superiori e dell’università.
Ad aderire al corteo sono stati gli alunni delle scuole primarie e medie
con i loro insegnanti, i ragazzi delle scuole superiori, sindacalisti e molti
cittadini.
Il corteo è iniziato alle 9,30 in Piazza San Secondo, poi si è spostato
per le vie cittadine con il seguente percorso: via Gobetti, corso Alfieri,
piazza Cairoli, piazza Cagni, piazza Roma e ritorno in piazza San Secondo.
Striscioni, slogan e canzoni hanno richiamato i tragici eventi che stanno
accadendo sulla Terra
dovuti a politiche e modi di vivere che non rispettano l’ambiente.
La classe 3G in piazza San Secondo.
La classe 3C in piazza San Secondo
Tra centinaia di partecipanti, anche noi...
Le nostre impressioni
Anche noi alunni di terza della scuola media Jona siamo stati alla
manifestazione ed abbiamo trovato la partecipazione a questo corteo molto
stimolante. Ci sembra incoraggiante, infatti, vedere così tante persone di una
piccola provincia riunirsi per testimoniare la loro preoccupazione di fronte a
politiche che stanno rovinando la Terra e il futuro delle nuove generazioni, di
cui facciamo parte anche noi.
Siamo però rimasti delusi e avviliti quando ci siamo accorti che alcuni
degli stessi ragazzi che manifestavano hanno abbandonato bottigliette, lattine
e altra spazzatura nelle vie e nelle piazze dove è passato il corteo. Questo ci
fa capire che molte persone non hanno ancora capito cosa significa rispettare
l'ambiente.
Come si potrebbe dare una mano…
Per i governi
In tutti i Paesi del mondo i
governi dovrebbero promulgare leggi in favore dell’ambiente e pretendere che
sul proprio territorio tutti le rispettino.
Il respiro della Terra a la CO2 in un anno. Fonte: NASA Goddard
Per Le multinazionali
Nel corso degli ultimi decenni le multinazionali hanno contribuito a
danneggiare il pianeta per garantirsi sempre maggiori profitti. Però
ultimamente, nel tentativo di dare una risposta alle richieste sempre più
pressanti dei consumatori, stanno cercando di redimersi, diminuendo per esempio
l'utilizzo di plastica nei loro prodotti e in generale studiando sistemi
produttivi che abbiano un impatto più leggero sugli equilibri della nostra
terra. Devono continuare su questa strada!
Per Noi
Siamo soprattutto noi cittadini e consumatori che dobbiamo cambiare le
nostre abitudini.Già in occasione dello
sciopero di alcuni mesi fa noi studenti della Jona abbiamo fatto al sindaco una
serie di proposte per la nostra città:
-più fontanelle
-più zone verdi e più alberi
-più casette dell'acqua
-più piste ciclabili
-boccioni d'acqua nelle scuole e distribuzione di borracce per ridurre il
consumo di plastica.
Il manifesto Jona con i post raccolti durante la manifestazione tra i nostri compagni.
Inoltre è fondamentale che ciascuno di noi riveda i propri comportamenti
quotidiani, rinunciando, anche se con un po’ di disagio, a qualche piccola
comodità non proprio necessaria e abbandonando tante cattive abitudini che non
fanno bene al nostro pianeta.
Forse questa è la cosa più difficile, ma solo con un impegno concreto e
costante da parte di tutti potremo vedere dei risultati.