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martedì 4 marzo 2025

La città delle cento torri: Asti

 

Asti medievale

Lo scorso giovedì 27 febbraio abbiamo avuto l'opportunità di visitare la nostra città con uno sguardo diverso: lo sguardo dei turisti in giro per Asti medievale, accompagnati da una guida dell'Ente Turismo, la Signora Antonella. Mi hanno colpito soprattutto la Torre Rossa, che è una torre romanica di Asti, la cui leggenda popolare narra che sia stata l'ultima prigione del Santo Patrono della città prima del martirio. Non poteva mancare la visita alla Chiesa di San Secondo, uno dei principali luoghi di culto e simbolo della città. All’interno abbiamo potuto vedere l'esposizione dei più recenti drappi realizzati per il Palio dal 1993 a oggi.

(Vittorio)

Ho trovato questa uscita molto interessante perché ho scoperto tante cose che non sapevo riguardo ad Asti. Mi hanno colpito gli elaborati affreschi della Cattedrale di Santa Maria Assunta e ho scoperto curiosità sulla Torre Comentina, al cui interno si trovano decorazioni colorate e molto belle che non avevo mai visto. Inoltre, mi ha colpito Palazzo Mazzola perché non lo conoscevo e non sapevo che fosse la sede dell'archivio storico di Asti.

(Matilde)

La costruzione che mi ha colpito di più è stata la Cattedrale di Santa Maria Assunta per la bellezza dei diversi archi esterni e di alcuni rosoni, e per il fatto che la cattedrale è stata costruita in arenaria e mattoni; molto interessanti gli affreschi, le statue e i decori interni, come le decorazioni a forma di foglie di vite dipinte sui pilastri composti che sostengono l'edificio. Insieme alla guida abbiamo anche notato la presenza di stemmi di varie famiglie presenti in epoca medievale.

(Viola)

Abbiamo visto dove si trova Palazzo Alfieri, in stile barocco, casa natale di Vittorio Alfieri; all’interno del giardino c’è un enorme platano secolare. Infine, abbiamo riconosciuto Palazzo Ottolenghi, palazzo barocco sede del Museo del Risorgimento. (Riccardo)

È stata un'uscita interessante, ho scoperto e imparato cose nuove che non sapevo della mia città; ci siamo anche divertiti. La mia tappa preferita è stata la Cattedrale di Santa Maria Assunta perché mi ha impressionato più di quanto immaginassi. (Nicole)

Questa uscita per Asti medievale é stata molto interessante perché mi ha permesso di scoprire le bellezze e le storie della nostra città che normalmente non conosciamo.

(Vera)

Alzare gli occhi da turista e guardare gli edifici medievali di Asti è stata una vera scoperta. Ho trascorso alcune ore passeggiando nel centro città insieme ai miei compagni che, come ogni giorno, mi regalano un sorriso.

(Davide)


domenica 28 aprile 2024

Visita alla mostra

“La Canestra di Caravaggio” a Palazzo Mazzetti 

La visita al museo rappresenta un’esperienza ideale nell’insegnamento didattico per approfondire lo studio interdisciplinare di alcune materie scolastiche e consentire agli alunni di sperimentare direttamente temi in un edificio storico diversamente da quanto avviene normalmente in classe o nel contesto familiare. 

La didattica museale non è funzionale al solo studio della storia dell’arte, bensì fornisce ai ragazzi una guida alla lettura delle opere tale da rendere l’esperienza un approfondimento creativo e stimolante delle conoscenze. Inoltre, la frequentazione del museo costituisce un’ottima base per creare consapevolezza nei confronti del Patrimonio Culturale del nostro Paese. 

Con tali premesse, i ragazzi della classe 2B hanno avuto quest’ottima opportunità. 



La “Canestra di frutta” è stata dipinta da Michelangelo Merisi, soprannominato Caravaggio, tra il 1597 e il 1600. Dal 25 novembre 2023 al 7 aprile 2024 è stata esposta a palazzo Mazzetti. L’opera fu commissionata all’artista dal cardinale Federico Borromeo che, dopo averla acquistata, la portò con sé a Milano, dove attualmente viene custodita nella Pinacoteca Ambrosiana.

Martina Ciola


Il genere della natura morta viene riconosciuto come un genere artistico solo dopo che Caravaggio dipinse la sua “Canestra”. Egli fu il primo ad eliminare qualsiasi forma umana dai dipinti, prima la frutta era solo un elemento decorativo dell’uomo.

Ilaria Abbracchio


La canestra rappresenta un cesto intrecciato stracolmo di frutta e foglie. Dietro la mela, sulla sinistra, c’è un grosso limone, con le foglie macchiate, che simboleggia la purezza e la salute, perché un tempo il succo di limone aveva poteri curativi; la pesca, con le sue tre parti (buccia, polpa e nocciolo) rappresenta la Trinità, infatti è situata in cima.

Davide Lavacca


Un altro frutto con un significato può essere la mela che rappresenta il peccato di Adamo ed Eva. Inoltre, la superficie della buccia è stata bucata da un bruco e, come la foglia avvizzita, dimostra il passare della vita.

Martina Ciola


La frutta è così realistica che mi verrebbe voglia di assaporare quella dolce uva, quella succosa pesca, questo quadro mi fa ricordare quando andavo dalla nonna e lei mi dava sempre per merenda un grappolo d’uva oppure una pera: un’immagine che mi fa sentire a casa.

Gabriele Rapetti


Guardando le foglie si può osservare che a sinistra sono verde vivo e a destra sono appassite o secche. Questa rappresentazione simultanea, si chiama “memento mori”, cioè, la vita non è infinita, infatti si invecchia e si muore.

Questo quadro mi ha colpito per il suo realismo che viene accentuato da piccoli dettagli, dalle ombre e luci, che rendono quest’opera come se fosse una fotografia.

Chiara Grea


Anche la luce ha un suo significato: proviene da sinistra verso destra e rappresenta il passaggio dalla vita alla morte. La sporgenza lasciata tra l’inizio della canestra di frutta e il piano d’appoggio, rappresenta la “prova divina” , ovvero che la vita è imperfetta e precaria.

Melissa Pirolo


Lo stile di Caravaggio venne imitato da molti artisti come da Jodocus van de Hamme che dipinse “Vecchio sdraiato vicino a verdura e frutta”. In molti starete pensando: “Beh, non aveva molta fantasia questo artista”, ma non è così.  Jodocus riuscì a rappresentare un’opera estremamente realistica che raffigurava un uomo, anzi un contadino, appoggiato ad un albero di vite, dalla quale pendeva dell’uva rossa, tendente al viola/nero. Si può notare l’età avanzata del contadino grazie alle numerose rughe sulla fronte e sul viso, alle vene molto in evidenza sulle mani, estremamente fedeli alla realtà.

Ilaria Abbracchio


Un altro quadro importante è quello del pittore bergamasco Bartolomeo Bettera. Nel suo dipinto compaiono degli strumenti musicali con una grande tenda rossa ricamata d’oro e un prezioso tappeto.

Quest’opera è molto interessante perché, rispetto alle altre, presenta un orologio curioso, rettangolare con una specie di coperchio emisferico.

Leonardo Carpentieri


<<Educare all’arte e con l’arte permette di promuovere quei processi cognitivi 

che vengono attivati dalla stessa percezione, e che sono la capacità di 

riconoscimento della realtà, di coordinamento logico, di astrazione, di sintesi, 

ossia lo sviluppo delle “funzioni superiori” del pensiero>>. 

                                                                                                   L. S. Vygotskj


mercoledì 10 gennaio 2024

Creativa...Mente

 Un laboratorio artistico altamente inclusivo


Anche quest’anno, presso la nostra scuola, si è svolto il progetto Creativa...Mente.

Il progetto è aperto agli alunni più piccoli della scuola Primaria che, insieme agli studenti della scuola Jona, hanno dato vita ad un laboratorio creativo ed altamente inclusivo.


Con l’avvicinarsi dell'Open School, bambini e ragazzi, insieme agli insegnanti, hanno realizzato molte delle decorazioni che hanno abbellito e colorato la nostra scuola.

Attraverso l’utilizzo di materiali da riciclo come carta, cartoncini, tappi di plastica e sughero, grazie ad un prezioso lavoro di “taglia e incolla”, gli alunni hanno dato forma a stelle cadenti, bigliettini di auguri, alberelli di Natale e pupazzetti di neve.


Lo scopo del progetto è quello di rendere partecipi le fasce più deboli, in un lavoro di gruppo che possa essere il più inclusivo possibile, attraverso la fantasia e la creatività.








mercoledì 14 giugno 2023

Dalla pasticceria ai banchi di scuola (^_^)

 

GUARDARE e OSSERVARE con il CUORE e i cinque SENSI

laboratorio interdisciplinare

(alunni II B, insegnanti: Beatrice Bella e Monica Della Libera)

 

Con gli occhi guardo, osservo e raccolgo informazioni dall’oggetto che ho di fronte: un croissant!  

Con precisione, inizio a copiarlo. Cerco di cogliere tutti i dettagli.

Mi accorgo, curiosando i disegni dei compagni, che ognuno ha una percezione che cambia da persona a persona in base alla propria attenzione e al proprio stato d’animo.

Infatti, quando i messaggi passano dalla retina e arrivano alla corteccia visiva del cervello, entrano in azione altre aree che permettono di coordinare la visione con il movimento del corpo, identificare una figura nello spazio, reagire agli stimoli visivi esterni, utilizzare e far esprimere tutti i cinque sensi. Anche se quello della vista è il più importante, tutti i sensi sono preziosi per riconoscere ciò che ci circonda.


 

Dunque, I CINQUE SENSI CI PERMETTONO DI PERCEPIRE:

con la vista il colore, la forma, la dimensione

con l’udito il rumore, il suono, la voce, i versi degli animali

con l’olfatto l’odore, il profumo

con il gusto il sapore

con il tatto il tipo di superficie, la consistenza del materiale, la temperatura.

 

Così, ogni compagno, ha realizzato il proprio croissant e poi, dopo averlo mangiato, lo ha descritto con le parole, soffermandosi sui dettagli e sulle sensazioni personali.

 

 

DAL DISEGNO AL TEMA:

 

Ecco qualche pensiero originale:

 

“Per iniziare ho notato che c’era un pezzo di granella tutto solo, mi ha fatto tenerezza, perché pensavo che si fosse perso”. (Brignolo Alessandro)

 

“Il pasticcere ha creato una sfoglia a dir poco perfetta che, all’apertura, è apparsa così articolata, da sembrare un piccolo alveare, un bosco di alberi di pistacchi, cotta al punto giusto e molto gradevole”. (Cioffi Valentina)

 

“Il mio cornetto ha un’immagine affusolata e non la classica forma a mezza luna, pare non avere imperfezioni, ma una colata di dolce cioccolato gli riga il fianco. La sua fragranza è strabiliante tanto da farmi venire l’acquolina in bocca, per non parlare del cioccolato che, con il suo aroma, mi fa venire in mente la costa tropicale dove i frutti di cacao maturano sotto il sole”. (Curcio Davide)

 

“Toccandolo, sembrava di sfiorare la lana di una pecora da quanto era soffice”. (Goudiaby Mohameth)

 

“In alcuni punti il cornetto è più chiaro, non è né molto grande né piccolissimo e riesce pure a trattenere la dolcezza come un amante riesce ad avere tutto l’amore per colui o colei che ama”. (Liang Anna)

 

“All’estremità è croccante come una fetta biscottata e, piano piano, verso il centro, è sempre più morbido, sempre più dolce, fino ad arrivare alla bomba gustosa della marmellata che, come lanterna, illumina tutto il gusto percepito fino ad ora”. (Reggio Nicoletta)

 

“Il cornetto era soffice come le foglie d’autunno, dorato come i biscotti appena sfornati dalla nonna. Una delizia!”. (Reka Alessia)

 

“Al suo interno aveva la marmellata di albicocca. Era buonissima e speciale. Il mio voto è stato 10/10 perché era molto simile alla dolcezza del frutto”. (Ruta Emanuel)

 

“Al tatto la sfoglia è ruvida, la crema densa come i fanghi della S.P.A., e le scaglie di pistacchio sono lisce come un petalo di rosa”. (Sorba Camilla)





martedì 24 gennaio 2023

Alla Jona l'arte si fa tridimensionale

 

CATTEDRALI POP-UP 


Dopo aver studiato l’arte Romanica e l’importanza rivestita dalle cattedrali in questo periodo, con i ragazzi di 2D e 2H abbiamo realizzato delle originali cattedrali con la tecnica del pop-up.

Partendo da un normale foglio bidimensionale dell’album da disegno, i ragazzi si sono cimentati nella costruzione di queste cattedrali tridimensionali seguendo uno schema che è stato dato loro per i tagli e le pieghe.

Iniziando dal disegno della facciata della chiesa in cui sono stati inseriti con originalità e in maniera personale tutti gli elementi caratteristici dell’arte Romanica come rosoni, bifore, lesene e altri elementi architettonici, si è poi completato il disegno con la pavimentazione e con la città medievale sullo sfondo.

I ragazzi hanno trovato questa attività divertente e interessante perché per la prima volta hanno dovuto pensare ad un disegno in tre dimensioni.







martedì 9 giugno 2020

Autoritratti di fine anno

GUARDIAMOCI IN FACCIA! 
Dal ritratto romano, al 
selfie, all’autoritratto 


Autoritratti di 1C
L’impulso di rappresentare graficamente una persona risale alla notte dei tempi: le radici della ritrattistica si possono rintracciare in epoca preistorica, l’enorme produzione artistica di questo genere pittorico spazia temporalmente dall'antichità al giorno d’oggi con una vasta gamma di funzioni, stili e caratteristiche.
I romani appresero l’arte di ritrarre le persone (visi e busti) dai greci e dagli etruschi, riuscendo a realizzare ritratti molto realistici dotati di forti valenze caratteriali, psicologiche ed espressive. La ritrattistica scultorea romana costituisce una ricchissima galleria di “tipi umani”.  
Nel quadro dell’evoluzione della ritrattistica, il genere “autoritratto” inizia a comparire in epoca medievale, per affermarsi con dignità artistica nel corso del Rinascimento grazie ai grandi pittori dell’epoca, anche se si ha notizia di qualche significativo esempio in ambito greco. 

Autoritratti di 1B
Gli alunni di 1A, 1B e 1C si sono cimentati nella realizzazione grafica del proprio autoritratto. Il percorso è partito dallo studio della ritrattistica romana per approdare, attraverso un selfie con lo smartphone, all'autoritratto eseguito alla maniera dell’artista inglese Julian Opie. L’artista realizza i suoi ritratti con pochissimi dettagli, con linee semplificate, contorni netti e spessi e colori a campiture piatte.
Gli autoritratti degli alunni, al pari dei ritratti dell’artista inglese, sembrano tutti uguali, ma … guardateli bene! Sarete sorpresi nel constatare come essi siano riconoscibili e molto espressivi. “Indovina chi?”. Prova!
Autoritratti di 1A

Prof.ssa Maria Rotella

martedì 3 marzo 2020

Per concludere ... su Monet e gli Impressionisti.




1.4 KM IN 17 MINUTI!
E’ questo il tempo che noi ragazzi, della I e II F e di tutte le classi terze, abbiamo impiegato a piedi per raggiungere PALAZZO MAZZETTI dove abbiamo visitato la mostra “MONET e gli IMPRESSIONISTI”, che si è conclusa lo scorso 16 febbraio.
E’ stato un bel momento di socialità: camminare, ridere e parlare…...ma poi...tutti zitti...e attenti!
Entrati nella prima sala, con stupore, siamo stati immediatamente attirati dalla bellezza dei soggetti e dai colori delle opere dei pittori impressionisti.
Ogni singolo quadro era formato da un senso di armonia e da quel senso di meraviglia che colpisce, lascia attonito e senza parole.
Le luci dipinte formavano atmosfere poetiche, talvolta caratterizzate da forti contrasti ed altre da una leggera intensità che ne evidenziava la freschezza compositiva dei paesaggi.
Accompagnati dalle spiegazioni delle guide turistiche siamo entrati negli ambienti magici dei giardini, delle spiagge e dell’acqua del mare con i suoi riflessi, soggetti tanto cari ai pittori francesi dell’Ottocento.
Un eccezionale itinerario dove ogni pennellata ha preso forma e si è trasformata in donna, in sole, in barca, trasmettendoci il senso del movimento e la rappresentazione della natura, resa viva, mobile, sfavillante.
E’ stata un’esperienza di “Infinita Bellezza” che ci ha regalato emozioni, ci ha permesso di provare sensazioni di gioia, tranquillità, pace ed ha oltremodo arricchito il nostro patrimonio culturale, perché, come scriveva Maria Montessori, “E’ la bellezza in tutte le sue forme che aiuta l’uomo interiore a crescere”.

Gli alunni della I e II F


martedì 10 dicembre 2019

Mostra sugli impressionisti ad Asti


Monet e gli Impressionisti in Normandia -  Asti, Palazzo Mazzetti

Disegno di Giulia Mattina 3E.

Dal 13 settembre 2019 al 16 febbraio 2020 i capolavori della collezione
Peindre en Normandie sono approdati ad Asti e, alcune classi della scuola media Jona, si sono recate alla pinacoteca di Palazzo Mazzetti per ammirare i colori e comprendere il linguaggio pittorico di Monet, Boudin, Dubourg, Daubigny, Gudin, Delacroix, Corot e molti altri.
Elaborati a cura di Vasco Zanetti, Gianmichele Lombardi,
Jennifer Ritrovato e Giulia Mattina, 3E.
Alcuni alunni della classe 3E hanno voluto testimoniare la loro esperienza attraverso le seguenti riflessioni sulla mostra “Monet e gli impressionisti in Normandia”:
Osserva l'arte, giudicala, ammirala, e apprezzala.
Questo mi suggerisce l'esperienza della visita alla mostra.
Ilaria Garino
Andate alla mostra, non è una proposta!
La mostra mi è piaciuta così tanto che mi sento autorizzata a impartire questo ordine a chi non l'abbia ancora vista. I quadri, i loro colori, i soggetti rappresentati: proverete tantissime emozioni diverse
Elisa Pisana

L'arte, in tutte le sue forme, è libertà e ci permette di sentirci LIBERI, esprimendoci nel modo che ci sembra più adatto alla nostra personalità.
L'arte è anche lo SPECCHIO di ciò che siamo, l'espressione della nostra anima: è proprio la mostra che mi ha fatto capire l'importanza che ha l'arte per me
Giulia Mattina
Anziché spendere per consumare, spendi per imparare!
Riccardo Passera
La mostra sugli impressionisti è stata impressionante!
Quanto ho apprezzato i quadri, i colori, le pennellate e le spiegazioni precise e dettagliate della nostra guida sulle opere e sui pittori!
Alessandro Bova
Il mio punto di vista sulla mostra è questo: le opere sono piacevoli da osservare ma non solo, perché affascinano e trasmettono emozioni positive e intense, rispecchiando l’interiorità dell'autore. Per queste ragioni, la mostra è un evento da non perdere.
Francesca HOXHA

Alunni della 1G in visita alla mostra.
Inoltre, molti studenti si sono calati nella parte del pittore impressionista realizzando alcune copie di famose opere come: Impression soleil levant, di Claude Monet, (Mattina Giulia 3E) oppure riproduzioni di Coucher du soleil à marée basse di Eugéne Boudin (alunni 1G).
Libere interpretazioni del dipinto di Boudin a cura degli alunni di 1G.

Durante la visita guidata alla mostra, gli alunni della classe 1G hanno così deciso di “adottare” un quadro dedicandosi alla libera interpretazione del dipinto intitolato “Bassa marea al tramonto” di Eugène Boudin. In tal modo hanno affrontato la loro prima esperienza con i colori a tempera applicando la teoria del cerchio cromatico di Itten.

Disegni degli alunni della classe 1G.


Progetto di francese "Je en Jeu" 2025_26

  Je en jeu : mettiamoci in gioco per la pace! Un momento dell'attività progettuale in aula  Ciao, siamo tre alunne della scuola Jona...